Gengive ritirate: possono tornare normali? Soluzioni e trattamenti 

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Una delle domande più frequenti che sentiamo nella nostra Clinica Salzano-Tirone di Cuneo è se le gengive ritirate possono tornare normali. Molti pazienti arrivano preoccupati notando che i loro denti sembrano “più lunghi”, che provano sensibilità al freddo o che vedono parti di radice che prima non erano visibili. 

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, le gengive ritirate possono effettivamente tornare a coprire le radici dei denti. Non si tratta di magia, ma di microchirurgia moderna applicata con competenza ed esperienza. Tuttavia, non tutti i casi sono uguali, e il successo dipende da diversi fattori che ti spiegheremo in dettaglio. La nostra esperienza ventennale nel trattamento delle recessioni gengivali ci ha insegnato che l’informazione corretta è fondamentale. Troppo spesso i pazienti arrivano da noi dopo aver sentito pareri contrastanti o dopo essersi affidate a rimedi “miracolosi” trovati su internet che, nella migliore delle ipotesi, non funzionano.

Indice dei contenuti:

Le gengive ritirate possono ricrescere? 

Le recessioni gengivali comportano una serie di problemi che vanno ben oltre l’aspetto estetico. Il problema principale è l’ipersensibilità dentale causata dalla scopertura della radice, che non è protetta dallo smalto come la corona del dente. Questa sensibilità può rendere difficile mangiare cibi freddi, caldi o dolci, limitando significativamente la qualità della vita.

Dal punto di vista estetico, le gengive ritirate causano un evidente allungamento dei denti che può compromettere l’armonia del sorriso. Questo problema è particolarmente sentito quando coinvolge i denti anteriori, quelli più visibili quando si sorride. Il problema funzionale più grave è che le radici esposte, non essendo protette dallo smalto, si consumano con maggiore velocità. Questo porta alla formazione di vere e proprie abrasioni concave nella radice esposta, che avvicinano gli stimoli termici al nervo del dente, peggiorando l’ipersensibilità. Nei casi più estremi, l’usura può arrivare fino al nervo causando la necrosi del dente, o addirittura la frattura completa.

La possibilità reale di ricrescita del tessuto gengivale dipende principalmente dal tipo e dalla gravità della recessione. Secondo la classificazione di Miller, utilizzata internazionalmente, le recessioni di Classe I e II (quelle che non superano la linea muco-gengivale e non hanno perdita di tessuto interdentale) hanno tassi di successo straordinari: dall’89% al 98% di copertura radicolare completa quando viene utilizzato l’innesto di tessuto connettivo. Questi dati sono confermati dall’American Academy of Periodontology e rappresentano una delle procedure più predicibili in campo odontoiatrico.

Gli interventi per migliorare la situazione si basano su tecniche di microchirurgia che utilizzano innesti di tessuto prelevato dal palato del paziente stesso. L’innesto di tessuto connettivo associato ad un lembo a spostamento coronale rappresenta il gold standard con oltre il 90% di successo a 5 anni, come documentato dal Journal of Periodontology.

In pratica le gengiva viene spostata per ricoprire nuovamente la radice e viene “inspessita” utilizzando un innesto di tessuto di pochi millimetri preso dalle zone vicine che si riforma senza lasciare nessun segno. 

Nella nostra Clinica, il dott. Tirone applica queste tecniche con la precisione che solo un parodontologo esperto può garantire. È importante sottolineare che in alcuni casi il tessuto gengivale può tornare autonomamente se viene corretta la causa scatenante, specialmente quando si tratta di migliorare la tecnica di spazzolamento. Tuttavia, questo recupero spontaneo è limitato e spesso non sufficiente a risolvere completamente il problema, soprattutto quando la recessione è già evidente. 

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Perché si ritirano le gengive: le cause principali 

Comprendere le cause delle recessioni gengivali è fondamentale per prevenirle e per scegliere il trattamento più appropriato. La causa più frequente, che riscontriamo in oltre il 70% dei nostri pazienti, è lo spazzolamento traumatico. Molte persone credono erroneamente che spazzolare “forte” significhi pulire meglio, ma in realtà il movimento orizzontale aggressivo con spazzolini a setole medie o dure può ferire il tessuto gengivale e causarne la retrazione nel corso degli anni. 

Altri fattori che contribuiscono sono: 

  • L’invecchiamento dei tessuti: Con l’età, tutti i tessuti del nostro corpo tendono a ritirarsi e perdere elasticità, incluse le gengive.
  • Accumuli eccessivi di placca e tartaro: L’infiammazione cronica causata dai batteri porta progressivamente alla distruzione dei tessuti di sostegno, incluse le gengive.
  • Le abitudini dannose: Parafunzioni come mordicchiare penne, mangiarsi le unghie o utilizzare i denti come strumenti, creano traumi ripetuti. Anche i piercing sulla lingua o sulle labbra possono causare traumi meccanici costanti alle gengive.
  • Bruxismo: Il digrignamento notturno provoca una flessione del dente che può causare la frattura delle parti più sottili di smalto vicino alla gengiva, un fenomeno chiamato abfraction.
  • Trattamento ortodontico scorretto: Un’espansione eccessiva dell’arcata che porti i denti al di fuori della compagine ossea può causare o facilitare la retrazione delle gengive. 

Gengive che si ritirano: quando preoccuparsi? 

Riconoscere tempestivamente i segnali di recessione gengivale è fondamentale per intervenire quando il trattamento è ancora semplice e predicibile. Molti pazienti tendono a sottovalutare i primi sintomi, arrivando da noi quando la situazione è già avanzata. 

I segnali da non ignorare sono: 

  • Esposizione di radice visibile: Se noti che una porzione giallastra del dente (la radice) è diventata visibile, significa che la gengiva si è ritirata.
  • Sensibilità dentale: Dolore o fastidio al contatto con cibi freddi, caldi o dolci, specialmente vicino alla gengiva.
  • Evidenza che i denti si stanno “allungando”: Se i denti sembrano più lunghi di prima o se noti asimmetrie tra denti vicini.
  • È importante distinguere tra ritiro naturale e patologico. Il ritiro naturale legato all’invecchiamento è solitamente lento e limitato, mentre il ritiro patologico avviene spesso in età giovanile, progredisce rapidamente e causa sintomi evidenti. Questo tipo di recessione deve essere trattata per evitare che le radici scoperte si consumino progressivamente.
Recessione gengivale e trattamento di microchirurgia parodontale: prima e dopo l’innesto di tessuto connettivo eseguito dal Dott. Tirone alla Clinica Salzano Tirone di Cuneo, con copertura completa della radice dentale e ripristino di una perfetta salute parodontale

Rimedi per gengive ritirate: cosa si può fare davvero 

I trattamenti disponibili per le gengive ritirate variano in base alla gravità della situazione. La scelta del trattamento corretto può fare la differenza tra un risultato eccellente e un fallimento. Nei casi più fortunati, quando la recessione è causata esclusivamente da una tecnica di spazzolamento scorretta e la situazione è ancora nelle fasi iniziali, può essere sufficiente correggere le abitudini di igiene orale. 

La soluzione definitiva è chirurgica e si basa su interventi di microchirurgia che consentono, nei casi di recessione gengivale vera, di ottenere quella che tecnicamente si chiama “restitutio ad integrum”, ovvero il ripristino totale della copertura radicolare. Nella nostra Clinica di Cuneo utilizziamo principalmente la tecnica del lembo spostato coronalmente associato all’innesto di tessuto connettivo, che rappresenta il gold standard mondiale per questo tipo di interventi. Il tessuto viene prelevato dal palato del paziente stesso e posizionato sulla zona da coprire. I tassi di successo sono straordinari: oltre il 90% a 5 anni. 

L’intervento è molto meno invasivo di quanto i pazienti immaginino. Viene eseguito in anestesia locale, dura generalmente 20/30 minuti, e il paziente può tornare alle normali attività già dal giorno successivo con alcune precauzioni. I costi degli interventi sono accessibili e trasparenti: 350 euro per un singolo dente, fino a 800 euro per un’intera arcata. È importante sottolineare che, pur non potendo fornire garanzie su interventi chirurgici la cui guarigione dipende molto da fattori biologici individuali, la miglior garanzia è affidarsi a un parodontologo molto esperto. Il dott. Tirone della nostra Clinica ha oltre vent’anni di esperienza specifica in microchirurgia parodontale e può vantare percentuali di successo in linea con i migliori standard internazionali. 

Rimedi naturali per gengive che si ritirano: funzionano? 

È importante affrontare con onestà il tema dei rimedi naturali per le gengive ritirate, perché circolano molte informazioni fuorvianti che possono far perdere tempo prezioso ai pazienti. La realtà scientifica è chiara: non esistono rimedi naturali efficaci per far ricrescere il tessuto gengivale una volta che si è ritirato. Le gengive non sono come le unghie o i capelli che ricrescono spontaneamente. Quando il tessuto gengivale si è ritirato esponendo la radice del dente, solo un intervento chirurgico può riportare la situazione alla normalità. È fondamentale diffidare di prodotti “miracolosi” che promettono di far ricrescere le gengive con oli essenziali, erbe o altre sostanze naturali. Questi prodotti, oltre a essere inefficaci, possono far perdere tempo prezioso durante il quale la recessione potrebbe peggiorare. 

Prevenzione delle gengive ritirate: cosa fare ogni giorno 

La prevenzione delle recessioni gengivali si basa su abitudini quotidiane corrette: 

  • Tecnica di igiene orale: Utilizzare lo spazzolino elettrico o la tecnica di Bass con lo spazzolino manuale per evitare i traumatismi eccessivi.
  • Dentifrici non abrasivi: Indispensabile utilizzare dentifrici non sbiancanti che risultano abrasivi e peggiorerebbero l’usura radicolare e la sensibilità. Se c’è sensibilità, sono consigliabili dentifrici specificamente desensibilizzanti.
  • Eliminazione di cattive abitudini: Evitare parafunzioni che creano traumi sui denti come mordicchiare penne, mangiarsi le unghie o utilizzare i denti per aprire confezioni.
  • Routine quotidiana ideale: Spazzolamento tre volte al giorno, utilizzo quotidiano del filo interdentale la sera e controlli regolari ogni sei mesi. 

Il supporto dell’igienista è fondamentale: nella nostra Clinica di Cuneo abbiamo 9 igienisti specializzati che si dedicano all’educazione dei pazienti e al mantenimento della salute gengivale nel tempo. Ricorda che le recessioni gengivali tendono a peggiorare se non viene eliminata la causa. Per questo è fondamentale agire tempestivamente, sia nella prevenzione che nel trattamento. 

Se noti i primi segnali di recessione gengivale, non esitare a prenotare una visita specialistica nella nostra Clinica di Cuneo. Con l’esperienza del Dott. Tirone in microchirurgia parodontale e le tecniche più moderne, possiamo offrirti le migliori possibilità di recupero completo. 

Le gengive ritirate possono tornare normali, ma solo con l’intervento giusto al momento giusto. Non perdere tempo con rimedi inefficaci: affidati alla competenza e all’esperienza. 

Telefono: 0171.619210Indirizzo: Via Cascina Colombaro 37, CuneoWhatsApp: 349 0582765

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