La scorsa settimana è arrivato da noi Marco, inviato da un collega di Torino. Aveva una radice del dente del giudizio lasciata lì cinque anni prima da un altro dentista che aveva tentato di estrarre il dente senza riuscirci. Durante il tentativo di estrazione il paziente continuava ad avere male e si era agitato talmente tanto che era stato impossibile continuare.
Nella sala chirurgica della nostra clinica di Cuneo, in quindici minuti, senza dolore, abbiamo risolto un problema che Marco si portava dietro da cinque anni.
Questa è la realtà riguardo le radici dentali residue: sembrano un problema enorme, ma per un chirurgo esperto sono routine quotidiana. Oggi ti spiego tutto quello che devi sapere sull’estrazione delle radici dentale, con la chiarezza che i nostri pazienti apprezzano da oltre vent’anni.
Quando si parla di radici da estrarre: cosa significa davvero?
Cerchiamo di semplificare il concetto. Il dente è fatto di due parti: la corona, quella che vedi quando sorridi, e la radice, nascosta sotto la gengiva come le radici di un albero sotto terra.
La corona è rivestita di smalto, molto duro e fatto per resistere a una vita di masticazione. La radice invece è rivestita di cemento radicolare, un materiale biologico che la ancora all’osso attraverso migliaia di piccole fibre, come se fossero minuscoli elastici che tengono il dente al suo posto.
Quando parliamo di “radice residua” o “frammento di radice dentale”, significa che la corona non c’è più. È rimasta solo la parte profonda. A volte si può intravedere attraverso la gengiva altre volte, come nel caso di Marco, può essere totalmente sommersa.
È pericoloso lasciare una radice dentale? Sì, nella maggior parte dei casi lo è. Una radice residua non trattata può diventare fonte di infezioni croniche, ascessi dolorosi e perdita di osso. Per questo la maggior parte delle radici residue va estratta tempestivamente.
I pazienti arrivano da noi a Cuneo con radici residue per i motivi più diversi. Alcuni sanno di averle, altri lo scoprono durante una radiografia di controllo. Con migliaia di estrazioni di denti non recuperabili ogni anno, siamo diventati un punto di riferimento in Piemonte per i casi che altri preferiscono non affrontare.
Perché una radice può restare da sola?
La causa più frequente è una carie profonda che letteralmente mangia tutta la corona. Il paziente magari non ha mai avuto male, ha rimandato la visita dal dentista, e piano piano la carie ha fatto il suo lavoro di demolizione.
Poi ci sono le fratture. Un dente devitalizzato diventa più fragile. Mordi qualcosa di duro nel posto sbagliato e crack, ti trovi con una radice dentale rotta che resta nella gengiva. Succede più spesso di quanto pensi, soprattutto con i molari devitalizzati da anni che non vengono protetti da corone o intarsi.
C’è poi una situazione particolare che vediamo con una disarmante frequenza: frammenti di radice dentale lasciati da tentativi di estrazione non riusciti. Come nel caso di Marco che ho citato all’inizio. A volte il collega è trasparente e invia il paziente in un centro di riferimento come la nostra clinica di Cuneo. Altre volte, purtroppo, il paziente non viene neanche informato.
Del resto è comprensibile, estrarre certe radici richiede esperienza specifica, strumenti adeguati e a volte un approccio chirurgico. È come pretendere che un medico di base faccia un intervento al cuore: non è il suo mestiere.
È sempre obbligatorio togliere la radice rimasta?
La risposta breve: nella maggior parte dei casi, sì.
Una radice residua infetta è come una bomba a orologeria. Può stare lì tranquilla per anni, poi un giorno l’infezione parte e ti ritrovi con la faccia gonfia, dolore insopportabile e necessità di antibiotici. E magari succede proprio quando sei in vacanza all’estero.
Ma ci sono situazioni dove lasciare la radice è la scelta più saggia. Per esempio, quando l’apice della radice di un dente non infetto è vicinissima al nervo mandibolare. Rimuoverla potrebbe causare parestesia, cioè un’alterazione di sensibilità del labbro. In questi casi il chirurgo esperto sa valutare i rischi e, se non c’è infezione, può decidere di lasciare l’apice in sede informando il paziente. Questo verrà inglobato dell’osso e non causerà alcun problema nel tempo.
Lo stesso vale per radici profondissime vicine al seno mascellare in pazienti anziani, o per frammenti minuscoli in pazienti con gravi problemi di coagulazione. La medicina non è bianco o nero, è valutare rischi e benefici caso per caso.
Hai dubbi su una radice residua? Non aspettare che diventi un problema.
Chiama subito lo 0171.619210 per una valutazione immediata presso la nostra clinica di Cuneo.

Come si svolge l’intervento di estrazione della radice
Sfatiamo subito un mito: togliere una radice non è necessariamente più difficile che togliere un dente intero. La complessità è variabile, ma l’intervento in sé può essere anche molto semplice.
L’intervento inizia sempre con un’anestesia locale efficace. Un’anestesia fatta bene, con le giuste competenze e aspettando i tempi coretti è il segreto del successo in questi casi. Il paziente non deve sentire nulla.
Se la radice sporge un po’ dalla gengiva, spesso non è necessario un approccio chirurgico. In mani esperte l’estrazione dura pochi minuti.
Se la radice dente rotta è completamente sotto gengiva o molto profonda, facciamo un piccolo accesso chirurgico. Scolliamo delicatamente la gengiva, liberiamo la radice dall’osso, la rimuoviamo. Si danno un paio di punti e in quindici, venti minuti al massimo, è tutto finito.
Il caso che richiede particolare attenzione ed esperienza è quello dell’estrazione di una radice del dente del giudizio superiore, vicina al seno mascellare. Un approccio disattento in questi casi può comportare la “caduta” della radice nel seno mascellare con la necessità di un intervento più invasivo per rimuoverla.
Fa male togliere una radice dentale?
Durante l’intervento? ZERO DOLORE.
L’anestesia moderna è molto efficace. Puoi sentire toccare o spingere, ma dolore no. Se per caso dovessi sentire qualcosa, alzi la mano, aggiungiamo anestesia e il problema è risolto.
Per i pazienti molto ansiosi abbiamo diverse soluzioni. Siamo uno dei pochi centri in Piemonte autorizzati per la chirurgia ambulatoriale complessa con sedazione cosciente. Questo ci consente di lavorare con il supporto di anestesisti esperti che tramite la sedazione cosciente consentono al paziente di vivere un’esperienza totalmente priva di stress o paura.
A volte, con pazienti molto paurosi ma che hanno casi semplici da risolvere, prescriviamo una sedazione leggera con farmaci presi per bocca. Il paziente arriva già rilassato e tutto fila liscio.
Ma nella maggior parte dei casi di estrazione dentale tutto questo però non serve. Un approccio calmo e rassicurante da parte di un operatore esperto è più che sufficiente. La causa principale delle esperienze brutte e stressanti dal dentista è l’insicurezza del medico o del team.
“E dopo l’intervento avrò male?”. Solitamente no, potrai avere un leggero fastidio per un paio di giorni gestibilissimo con antidolorifici da banco o con quelli che ti prescriveremo alla fine dell’intervento.
Cosa succede dopo l’estrazione?
Quanto tempo ci vuole per guarire dopo l’estrazione di una radice?
- Prima settimana: la gengiva inizia a chiudersi
- Primo mese: guarigione praticamente completa
- Tre mesi: osso completamente rigenerato
Le indicazioni per casa sono semplici. Nelle prime 24 ore: dovrai evitare sforzi eccessivi, mangiare cibi freddi e morbidi ed evitare sciacqui vigorosi. È importante applicare ghiaccio all’esterno per ridurre il gonfiore. Dal secondo giorno potrai iniziare sciacqui delicati con collutorio e per una settimana evitare di spazzolare la zona operata.
Se il dente da estrarre è in una zona visibile è quasi sempre possibile inserire subito un impianto immediato. Alla Clinica Salzano Tirone di Cuneo siamo all’avanguardia in questo tipo di approccio: già nel 2021, il nostro gruppo di ricerca ha pubblicato un importante articolo sull’argomento, dimostrando che anche in casi in cui l’osso è particolarmente danneggiato è possibile posizionare immediatamente l’impianto e la corona provvisoria (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jerd.12707).
Quanto costa l’estrazione di una radice dentale?
Parliamo di costi estrazione radice dentale in modo trasparente:
Listino prezzi estrazione radici a Cuneo:
- Estrazione semplice: 100€
- Estrazione chirurgica standard: 250€
- Estrazione chirurgica complessa (vicino a nervo/seno): 400€
- Con sedazione cosciente da parte dell’anestesista: +450€
Cosa influenza il costo:
- Profondità e accessibilità
- Necessità di approccio chirurgico
- Necessità dell’intervento di un operatore particolarmente esperto (come ad esempio il Dott Tirone)
- Eventuale sedazione richiesta
Il vero risparmio? Toglierla prima che diventi un problema. Un’infezione acuta significa antibiotici, antidolorifici, giorni di lavoro persi, intervento d’urgenza.
Perché è importante affidarsi a una clinica esperta?
Te lo spiego con numeri e fatti. Facciamo migliaia di estrazioni ogni anno nella nostra clinica di Cuneo, non decine. Questo significa che abbiamo visto tutto: la radice impossibile, quella vicina al nervo, quella nel seno, il frammento di radice dentale che altri hanno tentato di togliere senza successo.
Cosa può andare storto con un operatore inesperto:
- Frammenti lasciati dentro → Si possono infettare
- Radice spinta nel seno → Serve intervento maggiore
- Lesione del nervo → Perdita sensibilità permanente
- Troppo osso rimosso → Compromette impianto futuro
- Chirurgia non pulita → Guarigione lenta e dolorosa
Noi gestiamo tutto questo quotidianamente e, per dare ai nostri pazienti il migliore servizio possibile, siamo aperti sette giorni su sette.
La verità finale
Una radice residua non è un’emergenza immediata, ma non è qualcosa da ignorare, rivolgiti ad un team esperto nella gestione di casi complessi e ricorda che se hai avuto brutte esperienze in passato non è colpa tua o della difficoltà del tuo caso ma, probabilmente dell’insicurezza di chi l’ha gestito.
Telefono: 0171.619210 – Indirizzo: Via Cascina Colombaro 37, Cuneo – WhatsApp: 349 0582765
Salve ho avuto un problema ereditario da l’età di 10 anni una parte di radici sono state tolte ora restano un’altra metà sono mine vagamenti all’improvviso attaccano dolori e altera tutto il sistema immunitario attivando le difese con febbricola è malessere tipo influenza….poi il resto mi e stato detto possono rimanere tranquillamente sotto alla gengiva non mi daranno mai fastidio finché vivrò infatti quelle radici stanno chiuse da 30 anni sotto alla gengiva è non mi hanno mai fatto nulla anche vedo le gengive diventate come dove sono state estratte……..
Buongiorno. Dipende sempre da di che tipologia di situazione stiamo parlando. Alcune radici non infette vengono “accolte” dall’organismo e inglobate o addirittura fuse con l’osso. In quei casi si può stare abbastanza tranquilli che non accadrà nulla. Non esistono sindromi o problemi genetici che portino ad avere radici incluse nell’osso, al massimo interi denti, e in quel caso allora quasi mai capita qualcosa. Per quanto riguarda invece residui di radici di denti cariati o rotti la cosa è più difficile che accada.
Buongiorno. Dipende sempre da di che tipologia di situazione stiamo parlando. Alcune radici non infette vengono “accolte” dall’organismo e inglobate o addirittura fuse con l’osso. In quei casi si può stare abbastanza tranquilli che non accadrà nulla. Non esistono sindromi o problemi genetici che portino ad avere radici incluse nell’osso, al massimo interi denti, e in quel caso allora quasi mai capita qualcosa. Per quanto riguarda invece residui di radici di denti cariati o rotti la cosa è più difficile che accada.