Dopo un’estrazione dentale è normale avvertire dolore o indolenzimento nella zona in cui si trovava il dente. L’estrazione interessa infatti gengiva, osso e tessuti circostanti, che nelle ore successive iniziano il normale processo di guarigione.
Quando il dente viene rimosso rimane nell’osso uno spazio chiamato alveolo. Al suo interno si forma un coagulo di sangue che ricopre e protegge la zona nelle prime fasi della guarigione. Con il passare del tempo questo coagulo viene progressivamente sostituito dai tessuti che porteranno alla chiusura della ferita.
Nelle prime ore possono comparire anche gonfiore, sensibilità della gengiva e una piccola perdita di sangue. L’intensità dei disturbi non è uguale per tutti: un’estrazione semplice di un dente già completamente spuntato può avere un decorso diverso rispetto alla rimozione chirurgica di un dente del giudizio incluso.
Il dato più utile da osservare nei giorni successivi non è quindi la semplice presenza del dolore, ma come cambia nel tempo. Un dolore postoperatorio che progressivamente diminuisce segue un andamento diverso da un dolore che, dopo alcuni giorni, diventa più forte.
È proprio l’evoluzione del dolore che ci aiuta a capire quando il decorso sta procedendo normalmente e quando, invece, è opportuno far controllare la zona dal dentista.
Quanto dura il dolore dopo un’estrazione dentale
Dopo un’estrazione il dolore è generalmente più evidente nelle prime ore e nei primi giorni. Con l’avanzare della guarigione dovrebbe poi ridursi gradualmente, anche se la zona può rimanere sensibile più a lungo.
Non esiste però un numero di giorni valido per tutti. I tempi dipendono dal dente estratto, dalla complessità dell’intervento e dalla risposta individuale. La rimozione chirurgica di un dente del giudizio incluso, per esempio, può provocare più dolore e gonfiore rispetto a un’estrazione semplice.
Più che aspettarsi che il dolore scompaia in un giorno preciso, è utile osservarne l’andamento. Nei primi giorni dovrebbe esserci una tendenza al miglioramento: può essere ancora necessario assumere gli antidolorifici prescritti e la zona può dare fastidio durante la masticazione, ma il dolore non dovrebbe diventare progressivamente più intenso.
Un andamento diverso merita attenzione quando il dolore aumenta dopo alcuni giorni invece di diminuire, oppure quando inizialmente migliora e successivamente torna più forte. In particolare, un dolore intenso che compare o peggiora a distanza di alcuni giorni dall’estrazione può essere associato a un’alveolite post-estrattiva, una complicanza che vedremo più avanti.
Anche per questo motivo, dopo un’estrazione è più utile chiedersi “oggi fa meno male di ieri?” piuttosto che aspettarsi una completa assenza di dolore entro una scadenza precisa.
Come ridurre il dolore nei primi giorni
Dopo l’estrazione è utile seguire la terapia antidolorifica indicata dal dentista, rispettando dosi e orari prescritti. Non è invece consigliabile aggiungere o sostituire farmaci di propria iniziativa, soprattutto se si stanno già assumendo altre terapie.
Nelle prime ore può essere indicato applicare freddo sulla parte esterna del viso, in corrispondenza della zona trattata. L’impacco freddo va utilizzato per periodi brevi e non direttamente sulla pelle. Può aiutare soprattutto a contenere il gonfiore che accompagna il normale decorso postoperatorio.
Anche l’alimentazione può rendere più confortevoli i primi giorni. È preferibile scegliere cibi morbidi e non troppo caldi, cercando di non masticare direttamente sulla zona dell’estrazione finché è particolarmente sensibile.
Nelle prime fasi bisogna soprattutto proteggere il coagulo che si è formato nell’alveolo. Non serve controllare continuamente la ferita con la lingua o con le dita e non bisogna cercare di rimuovere ciò che si vede all’interno dell’alveolo.
Le indicazioni possono cambiare in base al tipo di estrazione eseguita. Per questo le istruzioni ricevute dal dentista dopo l’intervento hanno la precedenza sulle raccomandazioni generali.
Cosa evitare dopo l’estrazione
Nelle prime fasi della guarigione è utile evitare comportamenti che possono irritare la ferita o interferire con il coagulopresente nell’alveolo.
Nelle ore immediatamente successive è meglio non fare sciacqui energici e non sputare ripetutamente. Anche toccare la ferita con le dita, insistere con la lingua o cercare di pulire l’interno dell’alveolo può disturbare la zona.
Il fumo merita particolare attenzione. È associato a un aumento del rischio di alveolite dopo un’estrazione dentale.¹ Per questo è indicato evitarlo durante la guarigione, seguendo le istruzioni fornite dal dentista.
Nei primi giorni è prudente evitare anche attività fisica intensa, soprattutto nelle ore successive all’intervento, e cibi molto duri o troppo caldi che possono rendere più difficile proteggere la zona trattata.
L’igiene orale non deve invece essere abbandonata. I denti continuano a essere puliti, prestando attenzione alla zona dell’estrazione e seguendo le indicazioni ricevute su quando e come riprendere la pulizia vicino alla ferita.
Dolore che aumenta dopo alcuni giorni: l’alveolite
Se il dolore, invece di ridursi, diventa più intenso a distanza di alcuni giorni dall’estrazione, una delle possibili cause è l’alveolite post-estrattiva, chiamata anche alveolite secca.
Si verifica quando il coagulo che dovrebbe proteggere l’alveolo non si forma correttamente oppure viene perso o si disgrega troppo presto. In questo modo la zona rimane meno protetta durante le prime fasi della guarigione.
Il sintomo più caratteristico è un dolore intenso che compare o aumenta nei giorni successivi all’estrazione. Può estendersi dalla zona del dente estratto verso l’orecchio, la tempia o altre aree dello stesso lato del viso. Possono essere presenti anche cattivo sapore o alito sgradevole.²
L’alveolite è più frequente dopo l’estrazione dei denti del giudizio inferiori, anche se può comparire dopo l’estrazione di altri denti. Alcuni fattori, tra cui il fumo citato prima, sono associati a una maggiore probabilità di svilupparla.
Un dolore di questo tipo non va semplicemente aspettato sperando che passi. È opportuno contattare il dentista, che può controllare l’alveolo e stabilire se il dolore dipende effettivamente da un’alveolite o da un’altra causa.
Presso la Clinica Salzano e Tirone di Cuneo, come in qualsiasi controllo dopo un’estrazione, la valutazione diretta della ferita permette di distinguere il normale decorso postoperatorio da una situazione che richiede un trattamento specifico.
Quando il dolore deve preoccupare
Dopo un’estrazione non è necessario allarmarsi per ogni fastidio. È però utile osservare se i sintomi stanno diminuendo oppure stanno diventando più intensi.
È opportuno contattare il dentista quando il dolore aumenta dopo i primi giorni, ricompare dopo un iniziale miglioramento oppure rimane molto intenso nonostante la terapia prescritta. Come abbiamo visto, uno di questi quadri può essere legato all’alveolite, ma solo una visita permette di stabilirne la causa.
Anche un gonfiore che continua ad aumentare, soprattutto se accompagnato da febbre, secrezioni o cattivo sapore persistente, richiede una valutazione. Questi sintomi possono indicare che la guarigione non sta seguendo il decorso previsto.
Un altro segnale da controllare è il sanguinamento. Una piccola perdita di sangue nelle prime ore può verificarsi, mentre un sanguinamento abbondante o che non si arresta deve essere segnalato al dentista.
Ci sono poi situazioni che richiedono maggiore rapidità. Se il gonfiore aumenta velocemente e compaiono difficoltà a respirare o a deglutire, non bisogna attendere il normale controllo postoperatorio: serve una valutazione medica urgente.
Il criterio pratico rimane l’andamento nel tempo. Dolore e gonfiore che gradualmente diminuiscono hanno un significato diverso da sintomi che peggiorano o compaiono dopo un iniziale miglioramento.
Quando contattare il dentista
Non è necessario aspettare che il dolore diventi insopportabile prima di chiedere un controllo. Se dopo l’estrazione qualcosa sembra andare nella direzione opposta rispetto ai giorni precedenti, contattare il dentista permette di verificare la causa del cambiamento.
In particolare, è consigliabile far controllare la zona se il dolore aumenta dopo alcuni giorni, torna dopo essere diminuito oppure non viene controllato dalla terapia prescritta. Lo stesso vale se compaiono febbre, gonfiore crescente, secrezioni, cattivo sapore persistente o un sanguinamento che non si arresta.
Il numero di giorni trascorsi dall’estrazione, preso da solo, dice poco. Un fastidio ancora presente ma progressivamente più lieve può accompagnare la guarigione. Un dolore che cambia improvvisamente o diventa più forte merita invece una valutazione, anche se l’estrazione risale soltanto a pochi giorni prima.
Se hai dubbi sul decorso, è utile descrivere al dentista quando è iniziato il dolore, se sta aumentando o diminuendo e quali altri sintomi sono comparsi. Queste informazioni, insieme al controllo della ferita, aiutano a capire se si tratta del normale decorso postoperatorio o se è necessario intervenire.
Domande frequenti sul dolore dopo un’estrazione dentale
Quanti giorni fa male un dente dopo l’estrazione?
Il dolore è generalmente più evidente nei primi giorni e dovrebbe poi diminuire gradualmente. Non esiste però una durata identica per tutti: dipende dal dente estratto, dalla complessità dell’intervento e dalla risposta individuale. È più utile osservare se ogni giorno il dolore tende a ridursi.
È normale avere ancora dolore dopo 3 giorni?
Può esserlo, soprattutto dopo un’estrazione chirurgica o la rimozione di un dente del giudizio. Il dato da osservare è l’andamento: un dolore ancora presente ma in diminuzione è diverso da un dolore che al terzo giorno sta diventando più forte.
Perché il dolore aumenta dopo 2 o 3 giorni?
Un dolore che aumenta a distanza di alcuni giorni può avere diverse cause. Una di queste è l’alveolite post-estrattiva, soprattutto quando il dolore diventa intenso dopo un periodo iniziale più tranquillo. In questa situazione è consigliabile far controllare la ferita dal dentista.
Come capire se si tratta di alveolite?
L’alveolite può provocare dolore intenso nella zona dell’estrazione, che può irradiarsi verso l’orecchio o la tempia. Possono comparire anche cattivo sapore o alito sgradevole. I sintomi da soli non permettono però di fare una diagnosi: per confermarla è necessario controllare direttamente l’alveolo.
È normale sentire dolore all’orecchio dopo un’estrazione?
Il dolore proveniente dalla zona dell’estrazione può essere percepito anche in aree vicine. Un dolore che si irradia verso l’orecchio può comparire anche nell’alveolite, soprattutto quando aumenta nei giorni successivi invece di diminuire. Se il dolore è intenso o peggiora è indicato contattare il dentista.
Quando bisogna tornare dal dentista?
È consigliabile chiedere un controllo se il dolore aumenta, ricompare dopo essere migliorato, rimane molto intenso nonostante la terapia prescritta oppure è associato a febbre, gonfiore crescente, secrezioni, cattivo sapore persistente o sanguinamento che non si arresta. Difficoltà a respirare o deglutire richiedono invece una valutazione medica urgente.
Riferimenti scientifici
1. Kuśnierek W, Brzezińska K, Nijakowski K, Surdacka A. Smoking as a Risk Factor for Dry Socket: A Systematic Review. Dent J (Basel). 2022;10(7):121. PMID: 35877395.
2. Daly B, Sharif MO, Newton T, Jones K, Worthington HV. Local interventions for the management of alveolar osteitis (dry socket). Cochrane Database Syst Rev. 2022. PMID: 36156769.
3. Moore PA, Ziegler KM, Lipman RD, Aminoshariae A, Carrasco-Labra A, Mariotti A. Pain management following dental trauma and surgical procedures. Dent Traumatol. 2023. PMID: 36961318.
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