MA SOLO A ME NON PIACE AGOSTO?

MA SOLO A ME NON PIACE AGOSTO?

Agosto è in assoluto il mese che mi piace di meno.

E vince per distacco sul secondo, che è dicembre.

E questo già da quando ero bambino, quando dei vari mesi di agosto ricordo solo tanto caldo e tanta noia.

So di essere strano, ma a me piace la routine, ma, anche a volersi riposare, mi piace l’idea di poter scegliere io quando farlo.

Le ferie o le feste obbligate non le ho mai digerite.

Rispetto a Dicembre, però, agosto ha due cose che lo rendono un mese deprimente.

Il caldo che spossa e il fatto che, ancora oggi, un intero Paese tenda a fermarsi.

Ho sempre pensato che non abbia alcun senso decidere che per metà mese o per un mese intero, sempre lo stesso, si debba interrompere una attività.

Se lo si può fare a cuor leggero, ho sempre pensato, magari sbagliandomi, forse è perché non si tratta di un lavoro così indispensabile.

Sì perché, se una cosa serve davvero, serve sempre.

Pensa ad aziende come Amazon, che forse è l’emblema dell’azienda basata sull’offrire un servizio insuperabile. Se ad agosto non si potesse acquistare nulla sarebbe assurdo! Tutti noi diamo scontato di poter avere quello che ci passa per la testa con consegna il giorno dopo. Sempre. È così comodo!

E infatti Jeff Bezos è l’uomo più ricco al mondo e Amazon è la ditta con la maggior capitalizzazione del pianeta!

Questo perché certe esigenze non vanno in vacanza.

Per il dentista vale assolutamente lo stesso discorso.

Sono d’accordo che, soprattutto nelle grandi città, il flusso di lavoro possa essere intaccato dalle ferie di alcune ditte di materiali o di alcuni laboratori odontotecnici o dal fatto che alcuni pazienti possano essere andati in vacanza, ma il servizio di una apertura, seppur a ranghi ridotti, sono convinto da sempre che debba essere garantito.

Quando abbiamo aperto, nel 2005, l’attenzione mia e del mio socio Federico era completamente rivolta al nostro studio e all’avventura che avevamo intrapreso.

A quei tempi, non avendo la segretaria, avevo il trasferimento di chiamata sul cellulare ed ogni volta che un paziente chiamava dicendo di avere male, anche se non ero in studio, non resistevo all’idea di dirgli che, se fosse stato disponibile, io mi sarei recato nel tempo più breve possibile in studio per risolvere il problema. Fosse anche stato di Domenica.

Questo perché non volevo lasciare nessuno con un dolore o con un problema per giorni… Un po’ perché mi spiaceva molto, un po’, non nascondiamocelo, per la paura di perdere il paziente! Avevamo appena aperto, non potevamo certo permetterci questo lusso!

Negli anni, però, ho capito che un paziente “salvato” da un dolore in un momento critico ti è riconoscente e si ricorda nel tempo della tua gentilezza e disponibilità.

Ma mi rendevo anche conto che non avrei potuto annullare completamente la mia vita privata per sempre: essendo infatti il mio socio di Torino e abitando io ai tempi ad un minuto dallo studio, toccava sempre a me offrire questo servizio!

Per questo abbiamo cercato di ampliare il più in fretta possibile il nostro team, in modo da poter garantire sempre il nostro servizio, pur concedendo a tutti, titolari, dipendenti e collaboratori, di poter andare in ferie.

Crediamo da sempre che questa sia la scelta vincente, nella nostra attività come in tutte le altre.

E chissà, magari un giorno questa abitudine di bloccare un intero paese per un mese sarà solo un ricordo e agosto mi starà più simpatico!

p.s. Ah, se non lo hai ancora fatto iscriviti al nostro nuovo gruppo Facebook “Il mio dentista a Cuneo”

4 Commenti
  • Alfredo Petralia

    12 agosto 2020 at 11:03 Rispondi

    Io conosco bene i protocolli che adottano i due colleghi e, se posso esprimere la mia, da quando ho iniziato ad adottarli, mi si è aperto un mondo nuovo : praticamente sto per azzerare gli insoluti, stiamo lavorando con molto più cashflow ( ovviamente tutto fatturato), e ho quasi smesso di mandare solleciti e quant’altro. È vero che qualcuno non riesce a finanziare con le banche eventuali preventivi più o meno onerosi perché ha già altri prestiti accesi per altri problemi, da ciò lo studio deduce che non è il caso di fare altri prestiti, perché è evidente che se fosse stato possibile finanziare ancora, lo avrebbe già fatto la banca( loro sanno fare bene i conti in tasca agli altri). Con ciò non voglio mettere in dubbio la buona fede di molte persone oneste( vedi commento sopra).

    • mrodonto

      12 agosto 2020 at 19:19 Rispondi

      Grazie della testimonianza Alfredo!

  • Marco Dainese

    10 agosto 2020 at 17:42 Rispondi

    Ottimo intervento, le fa veramente onore, ma proprio perché lei ha fatto la gavetta e, a quanto pare, ha continuato per tante cose ad essere con i piedi per terra, ricordi anche chi, come me, non si può permettere un medico dentista del suo livello e pertanto contempli almeno la possibilità di poter rateizzare, pianificare i pagamenti. Dopo aver ricevuto il pregio di una sua prima visita di controllo a me non é stato concesso ed una sua rigida collaboratrice, forse avendo percepito che per me, l’esborso in una o al max due soluzioni, su circa 6mila euro di preventivo, con una famiglia composta da tre figli, poteva essere una difficoltà, mi ha liquidato in modo piuttosto rigido e davvero poco empatico non lasciandomi speranza alcuna, eppure avrei tutte le garanzie per far fronte a quel debito (purché diluito nel tempo) essendo un dipendente dello Stato.
    Con sincera stima e Cordialità dottore.

    • mrodonto

      10 agosto 2020 at 19:25 Rispondi

      Purtroppo come azienda abbiamo
      deciso di non essere elastici coi pagamenti. Sono certo che molte persone che non vogliono o non possono fare un finanziamento si impegnerebbero a portare i soldi. Ma con i nostri numeri non si riuscirebbe a stare dietro a mille eccezioni e avremmo un numero di insoluti assolutamente maggiore. Ad oggi i nostri insoluti sono zero e ai corsi di management che teniamo molti colleghi ci chiedono come facciamo. Incentivare il
      pagamento anticipato a fronte di uno sconto è il principale motivo per cui abbiamo una azienda sana con tanto cashflow positivo e non adottare una politica famigliare di fiducia basata sullo stabilire versamenti personalizzati e l’altro grande motivo per cui non dobbiamo investire tempo, risorse e avvocati per il recupero crediti, pratica logorante e spiacevole. È quasi certo che se guardiamo il caso singolo, come il suo, si sarebbe potuta trovare una quadra. Ma questo in uno studio basato sulla protocollarizzazione di ogni passaggio risulterebbe una eccezione difficile da gestire. In certi casi, anche se a rammarico, preferiamo non iniziare un rapporto di cura piuttosto di dover rinunciare ai nostri protocolli. Ha fatto benissimo a dire la sua e anche io ho risposto senza voler in nessun modo offendere. Sono infatti certo che avrebbe onorato i suoi impegni.

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