Tutto quello che devi sapere sulla carie, la malattia più diffusa al mondo!

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Anni e anni di blog per informare i pazienti sull’odontoiatria e non abbiamo mai scritto un articolo sulla CARIE!

É proprio vero che a volte non si parla delle cose più ovvie!

Pensa che la carie è solo la malattia più diffusa al mondo (il 90% delle persone ne ha avuta almeno una nella vita), come poteva venirmi in mente, essendo dentista, di parlane?

Beh allora diciamo due parole anche sulla carie, cercando, come nostra abitudine, di sfatare qualche mito anche su questo argomento.

Innanzitutto ti spiego cos’è la carie.

Si tratta in parole povere di un rammollimento del dente legato all’azione di acidi che possono essere presenti nella dieta o che possono venire prodotti da batteri presenti nella bocca, in particolar modo nella placca batterica.

La placca batterica è una patina trasparente che contiene batteri e sostanze provenienti dal cibo, come carboidrati, zuccheri e lipidi, che danno la possibilità a questi batteri di proliferare.

Per impedire che si formino carie è quindi necessario agire su più fronti.

Sulla dieta, perché se diminuiamo l’assunzione di i cibi che sono già acidi per i fatti loro, evitiamo di aiutare i batteri che producono altri acidi ad erodere lo smalto dei denti.

Se alcuni cibi acidi sono comunque salutari, come i limoni o i pomodori, altri, come la Coca-Cola o altre bevande gassate e zuccherate, possono essere evitate senza troppi problemi…

Un consiglio che si può dare ai forti consumatori di agrumi è di evitare di lavarsi i denti subito dopo l’assunzione in maniera da non spalmare gli acidi su tutti i denti con l’aiuto delle setole dello spazzolino, trasformandoli in una pasta abrasiva perfetta.

In piccolo rischieresti di fare quello che fanno alcune persone che si passano genialmente la buccia del limone sui denti perché notano che si sbiancano!

E certo che si sbiancano, li erodono con gli acidi eliminando tutto lo smalto superficiale!

Peccato che quando lo smalto è finito venga a galla la parte interna del dente, che si chiama dentina, che è giallissima!

 

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Purtroppo ci sono anche altre situazioni che rendono l’ambiente orale più acido, come una saliva acida, la presenza di reflussi gastro-esofagei o il vomito in chi, per esempio, soffre di bulimia.

Anche un flusso salivare scarso, fattore presente come effetto collaterale dell’assunzione di molti farmaci o conseguenza di alcune malattie delle ghiandole salivari, può rendere una bocca più recettiva alla carie.

Altro fattore che predispone alle carie è il disallineamento dei denti, che rende più difficile a loro pulizia, creando anfratti in cui i batteri proliferano.

Come spesso capita, anche il fumo favorisce lo sviluppo delle carie, irruvidendo i denti coi suoi depositi e rendendo più difficile pulire i denti.

Una categoria di lavoratori che spesso ha un sacco di carie è rappresentata per esempio dai panettieri o dai pasticcieri, che stanno immersi per molte ore in un ambiente dove la farina svolazza in maniera impercettibile per aria, depositandosi sui denti. Essendo i carboidrati una delle categorie di nutrienti preferiti dai batteri che generano la carie, ecco che queste persone hanno spesso carie molto aggressive che colpiscono i denti in zone assurde e difficili da curare!

Ti renderai quindi conto che fattori esterni legati alla dieta o ad alcune abitudini o alla presenza di alcuni problemi possono incidere molto sulla predisposizione alla carie.

Cercare di attenuare o eliminare questi fattori risulta quindi un elemento fondamentale, al pari della rimozione meccanica della placca, che si effettua con il più “banale” spazzolamento dei denti.

Scrivo banale tra virgolette, perché pulire i denti non è affatto semplice!

Non so se hai mai provato le pastigliette rivelatrici di placca.

I nostri igienisti suggeriscono spesso di utilizzarle ai pazienti che fanno più fatica a pulire in maniera efficace i denti.

In pratica ti lavi i denti al meglio delle tue capacità, poi mastichi una di queste pastigliette e…

Ti accorgi che non hai pulito niente!

Queste pastigliette, infatti, colorano di rosa, rosso o violetto la placca ancora in sede aiutando a mostrare quali siano le zone in cui non siamo efficaci con lo spazzolino!

Se non le hai mai provate ti consiglio di farlo! A meno che tu non sia un campione di spazzolamento vedrai che sorpresa!

Ma cosa possiamo fare per prevenire le carie oltre a spazzolare bene e a passare il filo interdentale per rimuovere la placca negli spazi tra un dente e l’altro, dove lo spazzolino non arriva e dove si sviluppa la maggior parte delle carie?

Beh, l’assunzione di chewing gum a base di xilitolo può davvero aiutare a ridurre il rischio di carie, perché aiutano ad alzare il ph della bocca sopra la soglia critica di 5,5, aumentano il flusso salivare e quindi l’autodetersione dei denti, e perché lo xilitolo è uno zucchero che non piace ai batteri che causano le carie!

Se non puoi spazzolare i denti perché sei in giro, quindi, come dice una famosa pubblicità, puoi davvero masticare una gomma allo xilitolo.

Occhio a non esagerare perché, oltre agli effetti lassativi, rischi anche di sollecitare troppo i muscoli masticatori e consumare i denti per abrasione da eccessiva foga…

Mannaggia, alla fine non c’è niente che faccia bene e basta!

Un’altra cosa che si può fare è assumere del fluoro, contenuto nella maggior parte dei dentifrici, ma anche nell’acqua potabile di molte città.

Il fluoro agisce chimicamente sullo smalto dei denti trasformandone i componenti in maniera da renderli più resistenti all’attacco della carie e può contribuire a far diventare secche alcune cariette, che così restano stabili negli anni.

Come già dicevo prima, anche qui bisogna fare attenzione perché il troppo stroppia, e un’eccessiva assunzione di fluoro, soprattutto quando i denti sono ancora in fase di sviluppo, può portare a sviluppare delle macchie marroni permanenti sui denti, dette fluorosi.

Ci sono poi sostanze che, in maniera talvolta sorprendente, prevengono la formazione delle carie, come le epigallocatechine e i flavonoidi contenuti nel tè verde e nel cacao!

Sì hai letto bene, proprio nel cacao, ma in quello puro, schifoso e amarissimo, non nella Nutella!

Anche la liquirizia e i mirtilli contengono delle sostanze che prevengono le carie, peccato che contengano sostanze che tendono a scurire i denti…

In ultimo, lascio la cosa più ovvia che puoi fare per diminuire l’incidenza di carie: effettuare almeno due sedute di igiene all’anno, a meno che il tuo igienista non ti dica che puoi farle meno spesso!

 

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Dicevamo però di voler anche sfatare dei miti.

Il principale è che la carie non fa quasi mai male… a meno che non sia arrivata nei pressi del nervo, quando intervenire rischia di essere un po’ tardino…

Le carie tra un dente e l’altro, che sono le più frequenti e che richiedono delle radiografie o altri sistemi di illuminazione del dente per essere individuate, non si vedono e non fanno male!

Il dolore si avverte solo quando si infiamma il nervo o quando si formano dei buchini nello smalto in zone in cui può finire il cibo, nel qual caso si sente sensibilità fino a che il cibo non viene lavato via dalla microcavità.

Altro mito da sfatare è che le carie si formino velocissimamente e che si passi dal non avere niente al cratere nel dente dalla sera alla mattina o da un mese all’altro.

Abbiamo infatti detto che le carie si sviluppano spesso tra un dente e l’altro e qui continuano a progredire dagli strati superficiali a quelli interni del dente.

Ed è proprio qui che la carie agisce più velocemente, creando delle caverne che creano un progressivo vuoto sotto lo smalto della parte masticante del dente, fino a che quest’ultimo non ce la fa più e, sottoposto al carico masticatorio, si sfonda portando a galla il bucone che in realtà era lì da anni.

Di carie che distruggono i denti in sei mesi ne ho vista qualcuna in 17 anni di lavoro, ma ti garantisco che rappresentano l’eccezione!

Un ultimo mito che voglio sfatare è che sia il tartaro a generare le carie.

In realtà il problema è la placca, di cui abbiamo parlato prima, che diventa tartaro per la precipitazione di sali contenuti nella saliva, che la mineralizzano, trasformandola in un deposito giallo-marrone duro che può rimuovere solo il dentista.

Questo processo può richiedere anche solo un paio di giorni e il tartaro è nemico soprattutto delle gengive e dell’osso, rappresentando così un fattore più importante nella generazione di problemi tipo la parodontite (conosciuta anche come piorrea), di cui abbiamo parlato in precedenti articoli.

 

Ultima curiosità: le carie possono contribuire all’alitosi, altro motivo per cercare di prevenirle o rimuoverle.

Per trattare le carie bisogna in pratica rimuovere i tessuti rammolliti facendo una cavità nel dente, che poi si riempie con materiale da otturazione del colore del dente.

Di recente si sta cercando di ricorrere anche ad approcci per rimineralizzare le carie iniziali attraverso dentifrici appositi, ozono terapia, applicazioni di fluoro professionali o apposite sostanze infiltranti che deve applicare il dentista nei casi idonei.

A questo punto potresti chiederti:

“Perché non inventano un vaccino contro la carie?”

Purtroppo perché, da come puoi aver capito, la carie è una malattia che dipende da molti fattori, e non solo dalla presenza di un batterio.

Inoltre i batteri coinvolti in questo processo sono molti, anche se i più conosciuti sono lo Streptococcus Mutans e i Lactobacilli e anche se si riuscisse ad eliminarli, la bocca è un ambiente non sterile, che può essere ricolonizzato da batteri con scambi di saliva attraverso baci o scambio di posate o attraverso altri fattori.

Se quindi non viene inventato il vaccino per la carie non è perché i dentisti devono lavorare e quindi esiste un complotto mondiale per non risolvere il problema, ma solo perché è veramente impossibile produrne uno valido e duraturo.

Si può però lavorare sulla prevenzione e nei paesi del nord, attraverso una politica di prevenzione nazionale a partire dai primi anni di vita, la carie ha una incidenza davvero molto molto bassa rispetto ad altre zone del mondo.

Mi raccomando quindi, prevenzione e lavoro sulle abitudini di vita, con l’aiuto dei suggerimenti dell’igienista o del dentista, sono le migliori terapie per la carie!

 

 

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